La messa a punto di un sistema equo ed efficiente di raccolta e riciclaggio rifiuti è al centro delle nostre politiche ambientali. Considerare il ciclo nella sua interezza, dalla produzione del rifiuto domestico sino al suo smaltimento, è fondamentale per definire il sistema di regole e di gestione da applicare sul territorio comunale e all’interno del bacino di riferimento.
Il primo obiettivo che ci poniamo è aumentare la quantità di rifiuto riciclato. Il recupero di materiali da riutilizzare ha molteplici effetti positivi: riduce il consumo di materie prime ed il relativo utilizzo di energia, così come l’emissione di gas serra associati allo smaltimento in discarica. I benefici, dunque, sono sia economici che ambientali. Crediamo che la raccolta porta-a-porta sia quella che meglio si confà al nostro obiettivo. I comuni che negli anni hanno utilizzato questo sistema di raccolta hanno avuto un incremento nella percentuale di riciclaggio dei rifiuti.
Il secondo obiettivo, che è più ambizioso, è ridurre la quantità totale di rifiuto. Per farlo è necessario utilizzare degli incentivi economici, che prendono il nome di tariffa puntuale. Già adottata in Italia dalla fine degli anni Novanta, va a sostituirsi alla tassa sui rifiuti (TARI) esistente, prevedendo che il pagamento dei servizi legati ai rifiuti non dipenda da caratteri presuntivi, quali la metratura dell’abitazione e il numero dei componenti familiari, ma dalla produzione effettiva di rifiuti del nucleo familiare.
Affinché tale tariffa possa essere applicata, è necessario che vi sia un sistema di misurazione della quantità di rifiuto conferita. Può avvenire per volume (ogni nucleo familiare è dotato di un contenitore di una data capienza) o per peso (tramite appositi sacchetti con un tag).
Laddove adottata, la tariffa puntuale ha dimostrato di condurre sia ad un aumento della percentuale di differenziazione che ad una diminuzione della produzione totale di rifiuto.
Le ragioni di questi effetti positivi stanno nell’incentivo stesso: più (meno) rifiuto indifferenziato produci, più (meno) paghi. Gli incentivi monetari e non sono importanti e possono avere risultati positivi.
Allo stesso tempo, il ruolo della collettività è centrale e non solo in termini di risposta all’incentivo. La costruzione di una sensibilità ambientale, laddove non esistente, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati.
È necessario, allora, che vi siano campagne di sensibilizzazione mirate, che portino ad un cambiamento del paradigma culturale. Sono le scelte quotidiane, infatti, a determinare in primis la quantità di rifiuto produrremo.
Acquistare prodotti che non abbiano imballaggi o ne abbiano meno è importante, così come decidere di non comprare le stoviglie in plastica. Come per ogni altro macro-tema, anche per il settore dei rifiuti, al centro vi è l’azione collettiva.