Riteniamo che le città, e più in generale il nostro Paese, debbano essere luoghi accoglienti in cui nessuno si senta escluso. Per questa ragione pensiamo che sia necessario un preciso "piano regolatore dei bisogni", a cui rispondere con azioni mirate e programmate. I luoghi e gli spazi devono essere occasione di incontro e di scambio in sicurezza. Il tempo di ognuno sia un bene per sé e per gli altri. La parola chiave sia solidarietà ma assicurata da professionalità e sostenibilità finanziaria.
La pandemia ha reso sempre più evidente quanto un welfare di prossimità sia indispensabile; occorre passare tuttavia dall’ emergenza all’ordinarietà degli interventi per essere sempre accanto alle fasce della popolazione maggiormente in difficoltà e non ritrovarsi a dover rincorrere soluzioni nei momenti straordinari. "Prendersi cura" non può e non deve coincidere con l’erogazione di facili, quanto sempre insufficienti, contributi economici e sussidi.
Occorre erogare servizi alla persona: asili nido, parchi attrezzati, ludoteche, biblioteche per i più piccoli; mobilità per tutti ed ADI per le categorie più fragili; reti antiviolenza per le donne; azioni a sostegno dei giovani per garantire spazi destinati al loro desiderio di protagonismo ed a sostenere ed incentivare la loro partecipazione ai processi pubblici; progetti in rete per il recupero dalle diverse dipendenze con il coinvolgimento delle reti associative pur numerosissime nel nostro Paese; azioni di accoglienza ed integrazione per chi arriva nelle nostre città da Paesi lontani e ripone in noi la fiducia di un soccorso umano e solidale.
L’accessibilità ai servizi deve essere garantita a tutti coloro i quali ritengano di averne la necessità.
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è un obiettivo ormai inderogabile; la modalità di accesso attraverso Internet si scontra però ancora con un’utenza non sempre alfabetizzata.
Riteniamo importante quindi l’organizzazione di sportelli che oltre ad andare incontro a questo genere di difficoltà, custodiscano e valorizzino il contatto umano sempre necessario ma ancor più in un settore così delicato.
"Nessuno escluso" recitava un progetto di ampio respiro di qualche anno fa. Questo è il faro che guida la nostra proposta e giustifica la nostra nascita, ma questo è soprattutto l’obiettivo che anima l’AGENDA 2030 per la costruzione di un mondo più giusto, perché più uguale.